Mad Max: La genesi dell'apocalisse
Mad Max è un personaggio nato dalla mente del regista George Miller, protagonista di una fortunata saga cinematografica divenuta cult, che vede la sua genesi in una prima pellicola arrivata nei cinema ormai nel lontano 1979, conosciuta in italia con il titolo di Interceptor. Seppure inizialmente l’opera presenti elementi distopici, dal secondo capitolo, Mad Max diviene baluardo del genere post-apocalittico, influenzando la cultura pop mondiale, ispirando opere divenute a loro volta celebri come il manga Hokuto no Ken. Un giovane Mel Gibson veste i panni dell’antieroe, disposto a tutto pur di raggiungere i propri scopi, anche con metodi non del tutto nobili, dimostrando come il marcio di una società che si è degradata con le proprie mani possa irretire anche il più nobile dei cuori. Max però è pur sempre “l’eroe” della nostra storia e tra orfani in difficoltà e damigelle in pericolo, non si tirerà certo indietro, mostrando di possedere ancora quella nobiltà ormai rara in un mondo dominato dal caos più totale.
Interceptor (1979) – Mad Max
In questo primo film, il poliziotto Max Rockatansky (Mel Gibson) fa parte della Main Force Patrol, una speciale unità che si occupa di ristabilire l’ordine nel caos generatosi all’interno di una società ormai sull’orlo dell’autodistruzione, dove anarchia e selvaggia violenza rispecchiano un ritratto distopico di una società che per alcuni versi non sembra poi così lontana. La creatura di Miller mostra gli elementi di un film sporco, grezzo, citando in vari momenti la frettolosa movenza dei film muti di una volta, donando una propria identità ad un’opera divenuta cult.
Interceptor: Il guerriero della strada (1981) – Mad Max 2
Dopo due anni la corsa prosegue per le strade desertiche dell’Australia, ormai distrutta da una guerra nucleare: l’umanità vive alla mercé di bande criminali, carovane di uomini senza scrupoli alla ricerca della più preziosa risorsa di quest’epoca, la benzina. Giunto sul luogo di una piccola comunità, Max si accorderà con la gente del posto, aiutandoli a scacciare i folli barbari che desiderano annientarli. In questa seconda opera esplode tutto ciò che rappresenta questa saga, il cammino del nostro protagonista è fortemente segnato dal più forte individualismo, deciso a fare la cosa giusta solo per un proprio tornaconto. Inizia un cammino morale che lo porterà faccia a faccia con il suo vero Io in uno dei più esplosivi capitoli della saga. Qui nasce il vero mito di Mad Max.
Mad Max oltre la sfera del tuono (1985)
In questa terza pellicola, Max giungerà a Bartertown, dove aiuterà Auntie Entity (Tina Turner) a riprendere il controllo del suo insediamento. Le tensioni però non reggono a lungo e da alleato, l’ex poliziotto, passera a fuggitivo trovandosi infine a guidare un gruppo di orfani che necessitano della sua temporanea guida tra le dune desertiche che ingoiano il loro nuovo mondo. Qui si chiude il cammino di Mel Gibson, portando il suo ormai iconico personaggio a terminare la sua metamorfosi da egoista superstite ad eroe, simbolo di coraggio. Tra le tre, quest’ultima risulta sicuramente l’opera più debole, deludendo anche sotto certi aspetti dopo l’esplosivo precedente capitolo.
Mad Max: Fury Road (2015)
Dopo trent’anni, George Miller porta al cinema una nuova folle ed imponente avventura del suo Folle Max, qui interpretato dall’attore Tom Hardy. In questo film, Max viene catturato dai Figli di Guerra, seguaci del tiranno Immortan Joe. Riuscito a fuggire, il nostro antieroe si unirà a Furiosa (Charlize Theron) in un viaggio all’interno delle aride strade, in fuga dall’ira del malvagio antagonista. Un film esplosivo, vincitore di diverse statuette agli Oscar, figlia di una nuova epoca cinematografica in grado di donare nuovo lustro ad una saga che ha ancora tanto da raccontare, risultando uno dei capitoli più amati dalla critica e dai fan in tutto il mondo.





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