Sopravvissuto – The Martian
The Martian è una pellicola del 2015, della durata di 141 minuti (151 nella versione estesa), diretta dal regista Ridley Scott.
La trama, basandosi sul romanzo “L’Uomo di Marte” del 2011 di Andy Weir, ha come protagonista l’astronauta Mark Watney, interpretato da Matt Damon, che durante una missione viene, accidentalmente, dato per morto e abbandonato dai suoi compagni sulla superfice di Marte.
Riuscito a sopravvivere alla tempesta che l’aveva dato per spacciato, l’uomo decide di non perdere la speranza, ingegnandosi ed iniziando a razionare il più possibile le scorte di cibo.
Nonostante questo, una nuova missione sul Pianeta Rosso non è prevista se non prima dei quattro anni e le risorse, seppure ridotte al minimo consumo, non bastano certo a sostenere un uomo per un così ingente lasso di tempo.
Mark però ha da sé la fortuna di essere un botanico; con degli stratagemmi e con l’attrezzatura reinventata, riesce a piantare e a far crescere un piccolo campo di patate che, con un ciclo di raccolto costante, dovrebbero riuscire a tenerlo in vita più del previsto.
Intanto sulla Terra, mentre l’equipaggio è in rotta di rientro a casa, dopo i funerali dell’uomo, ci si accorge che qualcosa si sta muovendo su di quella landa desertica e che forse Mark potrebbe essere ancora vivo.
Col passare dei giorni e con la conferma della sua sopravvivenza, la NASA inizia subito i preparativi per contattare il nostro “marziano”, avvisandolo di essere a conoscenza della sua situazione e che presto proveranno a mandargli delle nuove provviste, nell’attesa del lancio della prossima missione che dovrà riportarlo a casa.
I mesi iniziano a passare e Mark ha acquisito una certa routine di cui lo spettatore ne diventa partecipe, un po’ come in un reality.
Il film non ci mette molto prima di ricordarci, a noi e al nostro protagonista, che non si trova certo in un villaggio vacanze e che le difficoltà ed il rischio di morte sono sempre dietro l’angolo.
Insomma i problemi non tarderanno ad arrivare e, solo con la visione di questa magnifica pellicola, potrete provare voi stessi la tensione di vivere in uno dei più ostili ambienti in cui un essere umano possa trovarsi.
Nonostante la durata possa sembrare eccessiva, posso garantire che la visione scorre una meraviglia sino al suo epilogo, riuscendoci senza problemi, grazie ad una sceneggiatura in grado di tenere lo spettatore incollato e curioso di assistere a ciò che sarà del destino del primo uomo ad aver colonizzato Marte.
Nonostante il cast sia composto da varie star del momento, i cui personaggi sono scritti e sviluppati in maniera egregia e funzionale ai loro ruoli, il protagonista e volto assoluto è, ovviamente, quello del buon Matt Damon.
L’interpretazione del suo personaggio riesce a bucare lo schermo, arrivando a trasmetterci ogni sua emozione, che sia gioia, paura o rabbia.
Non si riesce a non empatizzare con lui, a non pensare di essere nei suoi panni; cosa avrei fatto io in una situazione del genere? Cosa sta provando? Si sente solo o abbattuto?
Mark risponde a tutte queste domande semplicemente alzandosi ogni giorno, indossando la tuta e rischiando la sua vita, giocando con il fato in ogni istante, sempre con la voglia e con la forza necessarie a non arrendersi, con nel cuore il solo desiderio di ritornare a casa.
Una pellicola potente ed emozionante, distinta da una fotografia polverosa che trasmette calore e aridità grazie ai suoi forti colori rosso e arancio, in grado di regalare spunti di riflessione, impartendo una lezione fondamentale; che con la volontà l’uomo è in grado di superare ogni ostacolo, basta solo crederci ogni giorno e non arrendersi mai.
Di Mario Penniello
“Dovunque vada sono il primo. E' una sensazione strana. Se metto un piede fuori dal Rover, sono il primo ad aver messo piede lì. Se salgo su un dosso, sono il primo ad averlo fatto. In quattro miliardi e mezzo di anni, qui non c'è stato nessuno. E ora ci sono io. Sono il primo uomo a essere solo sull'intero pianeta.”
-Mark Watney-
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