The Green Knight: Sir Gawain e il Cavaliere Verde

 


 The Green Knight è una pellicola del 2021, della durata di 120 minuti, diretta dal regista David Lowery.

La sceneggiatura del film trae la sua ispirazione dal poema cavalleresco di “Sir Gawain e il Cavaliere Verde” ed ha come suo protagonista l’attore Dev Patel.

La trama segue quindi le vicende del giovane Gawain, nipote di un ormai debole Re Artù, che vive la sua vita avvolto dal benessere passando le sue giornate ubriaco e con belle donne.

Lui non è certo un cavaliere e non tenta neppure di spacciarsi per eroe; il suo destino però, che gli piaccia o no, sembra essere quello della grandezza.

Durante la festa di Natale, un enorme individuo dalla testa legnosa e di colore verde irrompe nella sala dove il Re ed i cavalieri, Gawain incluso, sedevano intorno la tavola rotonda presi dalla celebrazione della nascita di Cristo.




Questo Cavaliere Verde lancia, a chi si senta valoroso, una sfida a duello; incentivando chiunque volesse provare a colpirlo e promettendo di lasciare al prode audace in dono la sua possente ascia, nonché la gloria della vittoria, egli trova nel pavido aspirante cavaliere un improbabile avversario.

Seppure le cose sembrano volgere al termine troppo in fretta, presto Gawain apprenderà che la vera sfida si paleserà di lì ad un anno, quando sarà costretto a viaggiare attraverso desolate terre e svariate peripezie, per dare alla stramba creatura di giada la rivincita che egli, presso la sua dimora, attende.

The Green Knight è un particolare fantasy diverso dal solito film di genere; l’opera non vuole soffermarsi troppo sui dettagli e sui perché ma tenta di puntare dritto alla meta finale, enfatizzando il cammino che il nostro intrepido, ma dubbioso, Gawain deve compiere.

Nonostante la durata non sia eccessiva, il film non prevede un aspetto action con combattimenti all’ultimo sangue contro dragoni o stregoni; esso rappresenta un percorso evolutivo nonché un esperienza audiovisiva molto particolare, seppure calando il ritmo, già di per sé lento, nella sua seconda parte.

I vari personaggi non risultano particolarmente accattivanti nella loro scrittura, seppure alcuni siano visivamente interessanti, fungendo quasi esclusivamente da elementi di contorno o di ostacolo sul cammino di Gawain.




L’atmosfera è una massima protagonista di quest’opera; ricordando film come quelli di Eggers o Lanthimos, l’aria che si percepisce durante la visione è tutto ciò che il regista sembra volere trasmettere.

Una arida e grigia landa, piena di furfanti, spiriti e giganti, in cui i colori più accesi come il giallo e il verde spiccano in un lavoro registico e fotografico incredibile.

Patel cerca di trasmettere al meglio le paure e le angosce di un uomo in cerca del suo destino, pronto a tutto pur di conquistare il titolo che egli sembra desiderare, ma lasciando trasparire la pressante morsa di una vita che, probabilmente, non sembra realmente desiderare ma che è solo, e qui ripeto, destinato ad accettare.

Il film di Lowery è quindi un viaggio che sicuramente non soddisfa il palato di tutti ma che è in grado di regalare, attraverso il mondo ed il codice dei cavalieri, una interpretazione cupa ed intima di un universo immaginario diverso da ciò che si possa aspettare.




Egli narra la sua versione delle gesta, seppure in qualche modo artefatte, di Sir.Gawain e della sua evoluzione non solo come uomo, ma anche come parte di un mondo non così spoglio ma in realtà ricco di vita, ricco del verde che la circonda.

Marciando sul sentiero costruito dalle sue scelte e comprendendo, passo dopo passo, ciò a cui egli è destinato, si giunge quindi alla chiave di volta della nostra storia che, così come è iniziata, arriva al suo termine dinanzi al Cavaliere Verde.

 

Di Mario Penniello

 

“Un anno o cento, non farebbe differenza.”

 - Gawain -



 

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