Zodiac: caccia al Killer dello Zodiaco


 Zodiac è una pellicola del 2007 della durata di 157 minuti diretta dal regista David Fincher.

Il film, traendo ispirazione per la composizione della sua sceneggiatura dai libri scritti in merito da Robert Graysmith, narra la storia della caccia all’uomo probabilmente più longeva che si possa ricordare; uno dei serial killer più famosi della storia degli Stati Uniti.

Zodiac è stato un killer che terrorizzò la città di San Francisco (California) sul finire degli anni ’60 e la cui identità ancora oggi, dopo più di cinquant’anni, rimane avvolta dal mistero.

Circa cinque furono i casi di omicidio che la polizia di allora affermò essere stati compiuti dall’uomo, mentre decine di altri assassinii non furono mai completamente accertati, seppure Zodiac, probabilmente in cerca di attenzioni mediatiche, rivendicò come sue.


Il vero identikit di Zodiac con una delle sue lettere cifrate


Il film di Fincher pone quindi le basi di una storia ancora oggi rimasta senza una fine, divenendo un fenomeno mediatico che spinge tutt’oggi curiosi e fanatici di rebus in tutto il mondo a tentare di risolvere il mistero dietro l’identità del killer e dei suoi criptici messaggi che ogni tanto mandava alla stampa.

La trama del film però va oltre e ripercorre non solo i primi anni di attività dell’omicida seriale ma bensì si spinge sino a decenni dopo dove i nostri protagonisti, interpretati eccellentemente da Mark Ruffalo, Robert Downey Jr. e Jake Gyllenhaal, ancora si prodigano per dare un volto al mandante di simili atrocità.

Un opera assai longeva, sia nel minutaggio che nella storia, che spicca sicuramente per la sempre ottima regia di una mano esperta ma che, dopo una prima parte dal ritmo più serrato, lascia andare un po’ la presa narrativa, restando sempre accattivante, ma risultando più pesante da seguire nonostante le convincenti prestazioni attoriali.

Il vero protagonista di questa storia, seppur con presenze corali, resta senza dubbio il mistero.




Fincher gioca con gli elementi di quello che sembra un classico thriller, esponendo i fatti in maniera precisa con una corretta fluidità temporale.

Le prove, gli indizi, ogni singolo elemento può portare le autorità a fare un passo avanti o due indietro, spesso con tristi esiti.

Intanto l’uomo che si firma Zodiac continua a schernire chi lui definisce “divertito dal dargli la caccia”, prendendosi gioco della vita umana e del lavoro compiuto per avvicinarsi alla sua identità.

Lui non arriva a definirsi propriamente malato, anzi sembra anche troppo lucido e preciso; sa cosa fare e conosce ogni trucco per far girare in tondo i suoi “avversari”.

Il film però non si sofferma solo su fatti tangibili, elaborando e trasponendo una sorta di visione morale; mentre da un lato abbiamo i nostri “eroi” la cui vita e psiche inizia a sgretolarsi con il passare degli anni, volendo in tutti i modi chiudere il caso e collegando gli omicidi ad un colpevole, dall’altra vi è un freddo manipolatore il cui però gioco si chiude, forse annoiato o impaurito dalle indagini, con la sua scomparsa dalle scene, restando anonimo per sempre.




Un uomo perverso, misogino ed istrionico il cui eccessivo e continuo mettersi in mostra sarà la strada che indirizzerà inizialmente i media, la polizia e l’opinione pubblica, a perdere interesse in un individuo destinato a restare per sempre un nessuno, seppure non completamento ignorato e dimenticato.

Un indagine senza tempo a cui uomini, nonostante i decenni, hanno dedicato anima e corpo per far sì che quelle vittime non vengano mai dimenticate, invalidando gli sforzi fatti in una intera vita.

Una storia divenuta ormai celebre e che riceve, dopo l’adattamento del ’71 Ispettore Callaghan: Il caso Scorpio è tuo! con Clint Eastwood, nuova linfa cinematografica adatta a far conoscere dei fatti che, probabilmente, andrebbero persi col passare del tempo.

Di Mario Penniello


"L'uomo è senz'altro l'animale più pericoloso di tutti."

- Zodiac -


Commenti

Post popolari in questo blog